LA PILLOLA CONTRO LA VIOLENZA

 

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Dal 27 gennaio all’8 marzo passerà in Puglia la “Staffetta di donne contro la violenza sulle donne“ facendo tappa in diverse città della regione come Taranto, Mottola, Lecce, Trepuzzi , S.Cesario, Uggiano, Brindisi, S.Severo e anche Bari.

L’iniziativa è stata organizzata dall’associazione UDI nazionale (Unione delle donne in Italia) ed è partita da Niscemi, in Sicilia, il 25 novembre 2008 – giornata internazionale contro la violenza sulle donne – e si concluderà il 25 novembre 2009, esattamente  dopo un anno, a Brescia.

Una iniziativa che porta a riflettere sulla parola “VIOLENZA“:

“La violenza ha sempre fatto storia. Anzi, la storia è storia di violenza.

Secolarmente codificata nell’uso della forza degli eserciti, essa pareva addirittura nobile ed eroica: gli stupri più o meno etnici, un incidente di percorso.

 Essa è brutalità.

Essa è stupro,  per il solo piacere della rapina, del possesso e del controllo.

Essa è botte, per il piacere di sottomettere.

Essa è anche insulto in pubblico e in privato, per il piacere di umiliare.

Essa è anche l’uomo che urla per il piacere di spaventare.

E’ raccolta in dati statistici che dicono quanto siamo malmenate in casa. E solo in  parte fuori di casa. Da stranieri o nostrani, ma sempre uomini.”

-UDI NAZIONALE-

Malmenate e maltrattate non solo tra le mura domestiche.

Non autorizzare l’uso della pillola RU486 è, a parer mio, una violenza sulle donne che si protrae in Italia dall’inizio degli anni ‘90, in modo assolutamente ingiustificato.

La  pillola venne scoperta da Etienne-Emile Baulieu nel 1980.

Sostituirebbe l’aborto meccanico (interruzione di gravidanza volontaria  o I.V.G. oggi eseguita attraverso un vero e proprio intervento chirurgico), tramite la sola assunzione di una pillola a base di mifepristone e una a base di prostaglandina: l’una che inibisce l’azione del progesterone (ormone che assicura il mantenimento della gravidanza) nell’utero, e l’altra che provoca contrazioni uterine per favorire la fuoriuscita dell’embrione.

Il metodo è efficace tra il 92-99% dei casi: può essere utilizzato anche fin dalle  prime settimane di gravidanza (l’intervento chirurgico solo dalla sesta settimana), non richiede nè intervento chirurgico nè anestesia cause principali nell’aborto meccanico di traumi all’utero o al collo dell’utero, perforazioni dell’utero, della vescica o dell’addome, causate da imperizia o dagli eventuali bruschi movimenti imprevisti della paziente.

Per questo spesso si ricorre all’anestesia totale, da molti sconsigliata.

Un aborto non propriamente eseguito può portare a shock settico ( shock dovuto a una grave infezione) se rimangono residui nella cavità uterina. Allo stesso modo può generarsi infertilità e nei casi più gravi la morte.

Soprattutto, la RU486, è un metodo meno costoso poichè evita il ricovero in ospedale con tutte le spese annesse che lo stesso ospedale deve sostenere, non implica un intervento chirurgico che chiama a sè la spesa di una équipe specializzata e i costi relativi all’attrezzatura necessaria.

Inoltre si svolge in privato inducendo alla donna un minore trauma psicologico.

Ed è proprio questa riservatezza, questo metodo rapido, indolore, dissimulabile, “dolce” sul piano della sofferenza fisica che induce contro-abortisti, politici e giornalisti a dire “CON L’ABORTO FAI-DA-TE C’EST PLUS FACILE“.

Sicuramente l’aborto chimico traumatizza meno la donna, non costretta a farsi scartavetrare l’utero da un chirurgo dall’ignoto volto, ma di qui a dire che l’approccio all’interruzione della gravidanza potrebbe essere piu “facile e spensierato” mi sembra assolutamente poco rispettoso nei confronti di un momento così difficile da gestire non solo  per una donna ma anche per il suo partner.

Se così fosse sarebbe fortemente incrementata la percentuale degli aborti nei paesi della Comunità Europea nei quali è stata commercializzata la  pillola; ma ciò non è avvenuto e le percentuali sono rimaste stabili.

Il metodo ha effetti secondari quali emorragia, nausea, vomito, febbre ( gli stessi del resto provocati dall’intervento chirurgico)  e non è ancora stata accertata l’assenza di rischi a lungo termine. Su un campione di 460 mila donne 11 ( lo 0.00087%) hanno avuto gravi complicazioni dovute all’utilizzo di mifepristone, che ha causato il loro decesso.

Ma perchè dunque l’Italia non si uniforma al resto della Comunità Europea legalizzando la RU486?

Prima l’opposizione di Sirchia, poi l’immancabile Papa Benedetto XVI e ora mancherebbero verifiche adeguate e la salute di cittadini e cittadine viene al primo posto… ridicolo dopo aver constatato in quali condizioni versa la sanità pubblica e privata italiana!

Dobbiamo reagire al divieto della commercializzazione della RU486 in Italia.

Dobbiamo pretendere la Ru486 in Italia.

Dobbiamo poter scegliere.

Dobbiamo far capire che optare per una pillola piuttosto che per un intervento chirurgico non è un modo “leggero” per affrontare l’aborto, ma un modo per riuscire a superarlo senza minare la nostra vita e la nostra fertilità.

~ di petalisulleceneri su Gennaio 24, 2009.

3 Risposte to “LA PILLOLA CONTRO LA VIOLENZA”

  1. Avrei difficoltà a rispondere a questo commento senza citare quello che tu stessa dicesti durante la conferenza del Primo Maggio dello scorso anno:

    “Il femminismo è soprattutto l’dea di sconvolgere il sistema della società, della politica, dei governi, dei partiti pensato e creato a misura dell’uomo in quanto “maschio”.[...]
    Dobbiamo essere femministe perché per poterci difendere dobbiamo essere consapevoli di saper capire le dinamiche politiche, economiche o sociali che ci possono sembrare così lontane.
    Dobbiamo essere noi a smettere di pensare alla nostra presenza solo come di facciata.
    Il femminismo non è pensare, comportarsi e agire da uomo. Ma essere donna e costruire una realtà a misura di donna. In cui non si debba più scegliere tra l’essere mamma e l’essere archeologa”

  2. [...] stupri compiuto da Italiani (fonte Repubblica) – Il delirio xenofobo del “Giornale” – La pillola contro la violenza – Chi gode dello stupro? Parte II – Protezione [...]

  3. Claudia, ti segnalo questo articolo:
    http://www.blitzquotidiano.it/ladyblitz/turiste-dellaborto-in-svizzera-una-donna-su-tre-e-italiana-11673/

    Un bacio

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